Manuale di sopravvivenza alla democristianità emotiva

La cosa bella della vita è quando incontri gente di merda, ma ti sai prendere per il culo da solo e hai degli amici in grado di farti sbellicare dalle risate perché sanno creare genialate tipo queste false recensioni.

Succede che conosco una ragazza (“do you want applause?” cit. ), so che non fa notizia, ma è un inizio così, a caso.
Va specificato che a dire il vero la “conoscevo” da qualche mese per via di un giro di amici in comune in cui qualche volta ci eravamo visti per collaborare a un progetto. E’ piuttosto carina. Questo l’avevo notato sin da subito, d’altronde mica sono cieco. Però, dato che ormai ho una certa età, l’essere solo piacevole all’occhio non mi fa più di tanto effetto. Non ci faccio nemmeno molto caso a dirla tutta. La fase ormonale dell’adolescenza l’ho passata e ciò che guardo e cerco in una donna non è quello, ma ben altro.

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(non tanto) breve racconto triste

PREAMBOLO

Devo dire due parole prima di lasciarvi al testo che segue, altrimenti leggendolo mi prendereste per matto.
Sono sicuramente un tipo un po’ sfortunato e forse sono anche un po’ “particolare”, per così dire, considerando anche questi tempi culturalmente bui: mi piace leggere, ma mi è sempre piaciuto ancor di più scrivere.

E’ una cosa che mi piace da sempre (diciamo da quando ero poco più che un adolescente), anche se purtroppo è un’attività che ho sempre potuto praticare con poca – pochissima – continuità (avessi tempo libero a disposizione…).

Però, nonostante la mancanza di disponibilità, ogni tanto ho steso alcuni testi per idee di spettacoli, di dialoghi, ma soprattutto ho buttato fuori alcune storie sotto forma di racconti, in particolare quando ho sentito il bisogno interiore di aprire una certa valvola di sfogo, un po’ come si farebbe con una pentola a pressione.
Questi testi sono tutti secretati nel mio PC, perché sostanzialmente non sono prodotti di fantasia, ma sono cronache che rievocano situazioni personali mie, di persone a me vicine o che comunque ritraggono il mio stato d’animo quando, mio malgrado, mi sono ritrovato in situazioni pesanti o surreali (lo erano talmente che così risultavano agli occhi altrui quando le raccontavo sotto forma di confidenze, immaginatevi a viverle in prima persona).
Ogni tanto mi prende così: quando ho un rospo da sputare e non arrivo a farlo col dialogo e le parole, venendo magari a mancare l’occasione di farlo, lascio che sia il testo a spurgarmi di tutto ciò che mi è rimasto ancora da dire; “mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo” diceva Guccini (uno dei miei cantautori preferiti) nella sua Cyrano (forse la canzone che più sento mia, visto quanto mi rispecchio nell’indole e nel carattere del protagonista che è anche il mio personaggio letterario/teatrale preferito).
Questo che segue è uno di quei casi di focus su situazioni paradossali/surreali dalle quali si esce diversi da come si è entrati, sicuramente rimanendo con un bel po’ di ferite, dubbi e cose irrisolte. È un racconto atipico: un po’ sfogo, un po’ grido di denuncia e delusione, un po’ musica, un po’ narrativa, un po’ psicologia, un po’ presa di coscienza, un po’ accozzaglia di parolacce e bestemmie a denti stretti con cui posso dare sfogo a tutta la mia coprolalìa repressa. Forse è il testo più introspettivo tra tutti quelli che ho scritto e magari è proprio per questo che ho deciso di farlo uscire, di “pubblicarlo”, naturalmente rendendo quanto più possibile anonimi luoghi, situazioni e riferimenti a persone. Il perché di questa scelta lo capirete se vorrete dedicarci un po’ del vostro tempo.

P.S. E’ lungo, lunghissimo (me ne sono reso conto solo alla fine), per questo l’ho rieditato dividendolo sommariamente in capitoli.

Buona lettura.

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Brum! Brum! Clak. Pow…..

Primo pomeriggio di un giorno d’estate. Città. Fine turno di lavoro e rientro a casa. C’è un tipo fermo al semaforo di Piazza Grimana con la sua KTM 390 Duke praticamente nuova fiammante e poi ci sono io, che seppur capace di condurre piu o meno ogni mezzo a due ruote, per ragioni tecniche/pratiche/economiche, mi […]